Soluzioni innovative per la riforestazione delle praterie di Posidonia oceanica

Le praterie di Posidonia oceanica rappresentano uno degli ecosistemi di maggior pregio ambientale nel Mediterraneo e svolgono un ruolo centrale negli equilibri ecologici della fascia costiera. A causa soprattutto dell’impatto delle attività umane sull’ambiente marino costiero, questo importante ecosistema è in forte regressione in tutto il bacino del  Mediterraneo. La Posidonia è la pianta a più lenta crescita tra le fanerogame marine nel  mondo e la capacità di recupero a seguito della riduzione del suo habitat è valutata sull’ordine dei secoli. Perciò le principali azioni da attuare per contrastare la regressione delle praterie sono state individuate nella riduzione delle pressioni antropiche sugli ecosistemi, nell’ aumento degli sforzi di conservazione sugli ecosistemi marini e nell’incremento della resilienza della specie attraverso interventi di rigenerazione attiva attraverso tecniche di ingegneria naturalistica.

Nell’ambito dell’OR 2 del progetto PlaCE è in corso un esperimento pilota in Sicilia (Capo Feto – Mazara del Vallo), condotto da Biosurvey , ENI , INSTM-Università degli studi di Palermo, finalizzato alla conservazione degli ecosistemi costieri marini ed alla compensazione dell’impatto ambientale di infrastrutture offshore sulle praterie di Posidonia oceanica. Nel corso dell’indagine preliminare è stata caratterizzata, mappata e qualificata l’area marina prospiciente Capo Feto e sono state individuate tre aree, rappresentative dello stato dei luoghi, idonee ad ospitare gli impianti pilota.

Localizzazione delle aree selezionate per ospitare impianti pilota di riforestazione con Posidonia oceanica

I siti selezionati si trovano a una profondità compresa tra 7 e 10 m e presentano tre differenti tipologie di substrato: sottile strato di sabbia grossolana coprente pietrame a protezione della trincea (CF1), pietrame (CF2) e matte morta (CF3).

Nella realizzazione degli impianti pilota di riforestazione è stato utilizzato un brevetto di cui è co-titolare Biosurvey S.r.l., spin-off accademico dell’Università di Palermo, che favorisce l’impianto, l’attecchimento e lo sviluppo dei rizomi e delle talee di Posidonia. Il brevetto offre una soluzione modulare, affidabile, biocompatibile (compostabile e biodegradabile) ed efficiente per l’esecuzione di campagne di riforestazione dei fondali con Posidonia oceanica.

I principi su cui si basa il brevetto sono: l’esteso utilizzo di materiale plastico biodegradabile (Mater-Bi®) per garantire, alla fine del processo di radicamento, la dissoluzione dell’apparato di sostegno delle talee; la modularità del sistema che consente una elevata flessibilità nelle strategie di ricoprimento del fondale e l’adattabilità a diverse specie vegetali; la semplificazione delle tecniche di ancoraggio per aumentare l’efficienza della posa e ridurne i costi; l’utilizzo di geometrie bioispirate che emulano la modalità naturale di colonizzazione del fondale da parte della pianta.

Il sistema modulare consiste in una struttura a raggiera, interamente realizzata in materiale plastico di derivazione naturale (mais), in grado di ospitare su ciascun raggio una o più talee, ancorabile sul fondo tramite un elemento centrale accoppiato ad un picchetto di fissaggio.

È stata anche sperimentata la possibilità di adattare, tramite una struttura di ancoraggio di cemento armato, il sistema modulare in bioplastica in aree (CF1 E CF2) nelle quali il substrato non è penetrabile dal paletto in bioplastica.

Montaggio a bordo dei braccetti con le talee

Fissaggio del supporto al picchetto e successivo avvitamento al substrato

Capo Feto: particolari dell’impianto pilota di riforestazione su matte morta (area CF3)

Capo Feto: predisposizione sul fondale dei supporti in cemento armato nell’area CF1 (sabbia grossolana)

Capo Feto: predisposizione sul fondale dei supporti in cemento armato nell’area CF2 (pietrame)

Nei video che seguono, i passaggi fondamentali della riforestazione di Capo Feto ripresi in due periodi, 6-8 dicembre 2019 (su matte morta) e 18-23 febbraio 2020 (su supporti di cemento).